Il nostro gruppo di studenti di “Viaggio nel barocco albese”, giorno 11 maggio scorso, accompagnati dal prof. A. Basile, ha visitato i laboratori della Fondazione Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali “La Venaria Reale”.

La visita è stata organizzata dalla prof. Ida Conforto, come parte di un percorso nella conoscenza della tutela dei beni culturali in tre tappe: giuridica, tecnica (quella di cui oggi vi parliamo) e filologica. Con l’obiettivo di dimostrare che non si tratta di momenti distinti, ma di diverse angolazioni di un’approccio corretto alla tutela del bene culturale.

La nostra guida Dott.ssa Selena Viel che ringraziamo per la cordiale accoglienza, ci ha spiegato con chiarezza origine e scopo della Fondazione, che nasce nel 2005 ed ha sede nel monumentale complesso “La Venaria Reale”, negli spazi delle ex Scuderie e Maneggio settecenteschi progettati da Benedetto Alfieri.

Ci ha anche parlato  del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e restauro dei Beni Culturali, che ha lo scopo di formare restauratori di alta qualificazione coniugando abilità tecniche con gli strumenti delle discipline storiche e scientifiche.

La nostra guida Dott.ssa Selena Viel

Abbiamo poi visitato i vari laboratori. Di questa struttura all’avanguardia nel settore, come primo impatto ci ha molto colpito il forte contrasto tra l’interno modernissimo e l’esterno settecentesco. Siamo poi rimasti conquistati dalla tipologia di lavoro.

Interno laboratori con alcuni pezzi da restaurare

Alcuni esperti ci hanno illustrato tecniche di restauro ed abbiamo potuto brevemente osservare delle studentesse all’opera su di un quadro.

Il centro si occupa di una vasta tipologia di oggetti da restaurare, abbiamo ammirato nei suoi laboratori pale di altare del quattrocento, mobili del settecento ed ottocento, ma anche oggetti “moderni”, che sono sottoposti alle cure degli esperti.

Il nostro gruppo mentre vengono illustrate alcune tecniche di restauro

Alcuni oggetti da restaurare “non proprio antichissimi”, ma di indubbio valore storico/sociale.

Fasi del restauro di alcuni mobili

Studentesse del Centro all’opera

Molto interessante è stata la spiegazione sulla  metodologia che si usa per risalire allo stato originario di un’opera, come si ricostruisce l’iter degli interventi che ha subito, come si riconoscono le varie fasi del lavoro dell’artista/autore.

Spiegazione di operazione di restauro su di un dipinto

Alla fine della visita abbiamo preso coscienza che la tutela del bene culturale, in realtà non può escludere nessuno dei profili che ci sono stati proposti.

Il dato normativo, la tecnica, la ricostruzione filologica dell’opera, la sua collocazione in un contesto storico e culturale, sono un tutt’uno. Attendiamo quindi di continuare il nostro viaggio, che oltre alla terza tappa nella tutela del bene culturale, prevede una seconda incursione nel mondo della comunicazione.

Questi step ci aiuteranno a raggiungere il nostro obiettivo principale, cioè la progettazione di un percorso turistico guidato, che intanto procede sotto la sapiente guida della Dott.ssa Martina Marucco del MUDI di Alba.

“Gruppo stampa” Viaggio nel barocco albese – D. Mezzo, M. Kjurchiski, U. Procchio, D. Volpe.

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