Settimo giorno: APRO

Durante questo soleggiato pomeriggio, i ragazzi, sotto la tutela del professore Rolfo Andrea sostenuto da quattro peer educator, hanno stabilito definitivamente quale debba essere la forma del loro imballo.

Divisi nelle due squadre e appostati davanti ai computer, inizialmente i giovani hanno dovuto affrontare il problema della struttura da conferire alla loro confezione dato che, a seconda della difficoltà, la stampante 3D impiega più o meno ore per realizzarla.

La squadra Alpha con la professoressa Bertolusso, Tutor dell’intero progetto

Dopo essersi chiariti su questo ambito, finalmente è stata la volta di crearlo al PC utilizzando il programma Solidworks, un software CAD che permette la costruzione di oggetti tridimensionali poi inviati alla stampante; seguendo pari passo le nozioni impartite dal docente, a poco a poco l’imballo ha iniziato a prendere forma sullo schermo, nonostante ci sia stato qualche intoppo, più che comprensibile data la difficoltà della realizzazione. Dopo l’ausilio dei peer educator però, l’attività è ripresa con grande entusiasmo da parte dei ragazzi, che fremevano nel vedere la fantomatica stampante in azione.

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Dopo aver terminato il disegno tridimensionale, e dopo la pausa all’aria aperta, le squadre si sono riunite per decidere infine quale forma reale conferire al prototipo e, dopo varie discussioni, suggestioni e dubbi, hanno trasferito l’idea finale sul programma,  che domani in mattinata invierà i dati alla stampante per la costruzione del progetto in PLA (materiale apposito per poter contenere alimenti, costituito da amido di mais e fecola di patate).

Stampante 3D al lavoro

Infine, dopo essere stati brevemente intervistati riguardo a quest’esperienza, i ragazzi si sono accalcati attorno alla stampante 3D, finalmente in funzione, che ha esercitato su di loro molto fascino e altrettanta meraviglia; alcuni hanno perfino continuato a utilizzare Solidworks per creare nuove forme e nuove idee.

Ma l’attesa per domani, quando finalmente i giovani avranno in mano i prototipi, è quasi febbricitante, quindi non resta che attendere il pomeriggio per tornare all’APRO e rifinire gli ultimi dettagli dell’ormai definitivo lavoro.