Le classi quinte del Liceo Cocito hanno visitato a Milano le mostre “A visual protest, the Art of Banksy”” presso il MUDEC e “Picasso Metamorfosi” presso Palazzo Reale.

Nella  prima hanno seguito un percorso tra le opere di  Banksy, artista e writer inglese, uno dei maggiori esponenti della street art contemporanea. Le sue opere sono spesso connotate da uno sfondo satirico e trattano argomenti universali come la politica, la cultura e l’etica.
E’ una mostra non autorizzata dall’artista, in quanto Banksy continua a difendere il proprio anonimato e la propria indipendenza.
“A Visual Protest. The Art of Banksy” è un progetto espositivo che raccoglie circa 80 lavori tra dipinti, prints numerati, corredati di oggetti, fotografie e video, circa 60 copertine di vinili e cd musicali da lui disegnati e una quarantina di “memorabilia” (litografie, adesivi, stampe, magazine, fanzine, flyer promozionali).

In linea con i principi di fruizione delle opere dell’artista non sono presenti in mostra suoi lavori sottratti illegittimamente da spazi pubblici, ma solo opere di collezionisti privati di provenienza certificata.
Sono illustrati i “movimenti” che hanno utilizzato una forma di protesta visiva attraverso la fusione di parole e immagini e con un’attitudine all’azione, a cui Banksy fa riferimento esplicitamente per modalità espressive: dal movimento situazionista degli anni ’50 e ’60, alle forme di comunicazione ideate e praticate dall’Atelier Populaire del maggio ’68 a Parigi; fino ad arrivare ai lavori dei writers e dei graffitisti di New York degli anni ’70 e ’80, multiculturali e illegali per vocazione e dal forte senso di appartenenza comunitaria.
Attraverso la lettura dei lavori sono illustrate le strategie, il senso e gli obiettivi dei suoi messaggi e la sua cifra stilistica , data dalla tecnica dello “stencil”, affinata con il duplice scopo di poter eseguire i lavori con una notevole velocità e allo stesso tempo renderli più elaborati.
Una speciale sezione video racconta i murales che egli ha realizzato in diversi luoghi del mondo, tuttora esistenti o scomparsi, evidenziando così quanto il Genius loci sia un aspetto fondamentale nel suo lavoro.
Il messaggio di Banksy e la sua arte si manifestano come un’esplicita e mordace provocazione nei confronti dell’establishment e del potere, del conformismo, della guerra, del consumismo.

    

A Palazzo Reale gli studenti hanno ammirato una grande mostra dal titolo essenziale, ma significativo: “Picasso Metamorfosi”: duecento le opere proposte, tra lavori di Picasso e opere d’arte antica da cui egli ha tratto ispirazione, tutte provenienti dai più importanti musei europei, primo fra tutti il Musée National Picasso di Parigi. 

Si tratta di un’ulteriore opportunità di approfondimento, dopo le precedenti e importanti mostre dedicate all’artista in questa sede,del multiforme mondo di Picasso, incentrata sulla varietà di tecniche e mezzi espressivi che hanno caratterizzato la sua produzione.

Il percorso espositivo  è suddiviso in sei sezioni:  Mitologia del Bacio – Ingres, Rodin, Picasso; Arianna tra Minotauro e Fauno; Alla Fonte dell’Antico – Il Louvre; Il Louvre di Picasso: tra greci, etruschi e iberici; Antropologia dell’antico; L’antichità delle metamorfosi, concludendosi con la Sala dedicata alle illustrazioni per le Metamorfosi di Ovidio.

Dalla prima sezione all’ultima è evidente come la “metamorfosi” artistica di Picasso, incentrata sullo scardinamento dei codici accademici, sia profondamente poggiata su una formazione classica, con la quale il pittore si trovò sempre a fare i conti. Tuttavia Picasso, pur integrando tutte le tradizioni, è stato in grado di costruire altro, uscendo dagli schemi e proponendo qualcosa di totalmente nuovo e rivoluzionario. Altro aspetto fondamentale e presente, che sin da subito si evidenzia come uno dei centri dell’opera di Picasso è il suo rapporto con l’universo femminile. L’erotismo, il sentimento amoroso sono infatti aspetti sempre presenti in tutto il suo lavoro. 

La mostra propone dunque di penetrare nel laboratorio più intimo di Picasso alla luce delle fonti antiche che lo hanno ispirato, e allo stesso tempo permette di svelare i meccanismi di una singolare alchimia che pone l’Antichità al cuore di una Modernità, determinante per l’arte del XX secolo.