Il 29 novembre u.s. abbiamo partecipato al laboratorio “la bellezza delle parole salvate: la poesia come conoscenza di sè”, presso lo Spazio Incontri Fondazione CRC a Cuneo. Sia studenti che docenti, in separate sessioni, siamo stati coinvolti in un viaggio attraverso la bellezza della parola.
Il laboratorio è stato introdotto e concluso dalla Prof.ssa Marisa Musaio Docente di Pedagogia dell’età evolutiva e Pedagogia interculturale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Prof.ssa Marisa Musaio

Il suo intervento, come le finalità ed i contenuti del laboratorio con Stefano Raimondi, sono ben sintetizzati nel breve testo dal titolo La bellezza della parola , che condividiamo volentieri con chi vorrà leggerlo.

Stefano Raimondi, poeta e critico letterario, laureato in Filosofia (Università degli Studi di Milano), che vanta numerose pubblicazioni, ci ha coinvolti in un percorso che è iniziato con la lettura di alcuni testi.

Stefano Raimondi

Stefano Raimondi

Ne citiamo alcuni, non essendo possibile riportare la sequenza intera di versi e citazioni, che avevano lo scopo (raggiunto) di portare a galla emozioni:

IL PORTO SEPOLTO.
Mariano il 29 giugno 1916.

Vi arriva il poeta

E poi torna alla luce con i suoi canti
E li disperde

Di questa poesia
Mi resta
Quel nulla
Di inesauribile segreto
.

Giuseppe Ungaretti

Si tratta di un verso di Andrea Zanzotto, un distico (“o falso haiku”) tratto dalla raccolta Meteo che suona: “Mai mancante neve di metà maggio/chi vuoi salvare?/Chi ti ostini a salvare?”. Come spiegato dallo stesso autore,  rappresenta la semplice lettura del profilo delle Prealpi per come lui le vedeva dalla cucina di casa (evidenziato dal tratto rosso, non presente nella composizione originale). E in effetti la visione delle montagne, associata alla lettura delle parole poetiche, restituisce l’idea di un matrimonio indissolubile tra parola e sguardo (il tema del prossimo laboratorio).

Il passo successivo è stato quello di “salvare” una parola. Pertanto siamo stati catapultati in un mondo immaginario, dove un fantomatico dittatore vuole distruggere le parole e la bellezza ad esse connessa, a noi il compito di salvarne una, quella che ci rappresenta o rappresenta un nostro ricordo, una parte della nostra storia personale.

Infine sia i docenti che gli studenti abbiamo avuto una consegna per il prossimo laboratorio, che ha come titolo “Il tuo sguardo sul tuo mondo: la bellezza attraverso la fotografia”. Dovremo collegare la “nostra” parola ad una fotografia…

Grazie a questa esperienza, docenti e studenti abbiamo compreso come sia “facile” esprimere una emozione e rappresentarla se a guidarci è la bellezza, ci vuole solo un po’ di coraggio.

Concluderò con una citazione: “Un codardo non è capace di dichiarare il proprio amore. Questa è una prerogativa del coraggioso.” Mahatma Gandhi.

 

 

 

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