Ecco il calendario del Cineforum aggiornato!

Si ricorda a tutti gli interessati che venerdì 27 gennaio 2017, in occasione della “Giornata della Memoria”, durante il consueto appuntamento del Cineforum verrà proiettato il film “Ogni cosa è illuminata”, regia di Liev Schreiber, tratto dal romanzo di Jonathan Safran Foer.

Vi aspettiamo numerosi alle ore 14:15 nell’Aula Riunioni!

 

 

Venerdì 20 gennaio 2017 il Cineforum è sospeso.

Seguirà a breve la pubblicazione del nuovo calendario.

Fate girare la voce, grazie!

Venerdì 13 gennaio 2017 il Cineforum si terrà in aula AT1. Spargete la voce, grazie!

REQUIEM FOR A DREAM di Darren Aronofsky, recensione.

La cosa più interessante su questo film che parla di tossicodipendenti che si fanno di eroina è che la parola eroina non viene mai pronunciata. Il regista mette tutte le droghe, che sia uno spinello, che sia coca, metanfetamine o altro sullo stesso piano e le raffigura in modo decisamente negativo. Il film è un potentissimo pugno nello stomaco, è sconvolgente, disturbante a tratti, assolutamente pessimista e bellissimo.

La struttura su cui si sviluppa la storia è divisa in tre nuclei narrativi, che ora cercheremo di analizzare più a fondo:

1-SUMMER

Questa parte occupa circa i primi quaranta minuti del film (tanto su un’ora e mezza totale). Aronofsky ci presenta tutti i personaggi e i rapporti che ci sono tra di loro, ci presenta le loro speranze e i loro sogni e tutto sembra andare bene. Già, sembra, perché dietro i colori seppiati che sembrano illuminare ancora di più le scene, dandogli una connotazione, diciamo così, “positiva” in verità si nota tantissimo, attraverso le scenografie, le azioni dei personaggi e i colori seppiati stessi come tutto in realtà sia permeato da quest’aurea di sporcizia e disagio.

Soprattutto in questa prima parte è interessante l’uso del montaggio parallelo, in particolare nel litigio tra Harry e sua madre con cui si apre il film. Si ha il punto di vista di tutti e due i personaggi e vediamo, si, che si vogliono bene, che c’è affetto reciproco ma vediamo soprattutto come questo affetto non venga dimostrato. E questa è l’origine dell’arco narrativo della madre di Harry, che non avendo (apparentemente) l’affetto del figlio si rifugia sempre più nella televisione, messa sullo stesso piano dell’ eroina che assume il figlio e vista come strumento per evadere dalla realtà, esattamente come tutte le altre droghe. Infatti, quando la donna riceve l’invito per essere ospite ad un programma televisivo è molto interessante vedere come lei sia strettamente attaccata alla sua gioventù e, pur non sapendo quando dovrà andare in televisione, inizi una dura dieta e una serie di accorgimenti di bellezza per sembrare più giovane, rinunciando così ai piaceri della vecchiaia, come il cibo e la calma.

E mentre sua madre comincia una dura dieta, Harry se la spassa, il rapporto con la sua ragazza (interpretata da una bravissima Jennifer Connelly) va benissimo ed è descritto veramente bene. In particolare è bellissimo quando nella scena in cui il bravissimo Jared Leto (che interpreta Harry) e la Connelly sono a letto insieme, grazie al montaggio parallelo, i due sembrino estremamente vicini, sia da un punto di vista fisico che spirituale. Ma tra tutte le cose belle che i due piccioncini hanno in comune c’è anche una forte passione per l’eroina, che condividono assieme al loro amico Tyrone. E qui è agghiacciante vedere come la droga dia un “botta di vita” ai personaggi, una vera svegliata, grazie all’uso veramente efficace del montaggio ipercinetico. Questo tipo di sequenza si ripeterà più volte nel film facendo notare come l’assunzione di droga sia costante fino a diventare normale e non dando più, ai personaggi, la sensazione di benessere iniziale.

2-FALL

Il titolo di questa seconda parte è simbolico perché significa sia “autunno” che “caduta”. Il Sole dell’estate comincia a ritirarsi e le cose cominciano ad andar male. Questa parte dura una mezzoretta circa e copre un arco di tempo molto più ampio della prima, come se il regista volesse farci un concentrato di sofferenza.

Harry, Tyrone e Marion (la Connelly) sono a secco e l’astinenza si riflette sia sui loro corpi che nei loro rapporti. Qui è molto interessante vedere come Aronofsky non usi la regia per giudicare i personaggi ma per porre lo spettatore al loro stesso piano. Per esempio la scena in cui Tyrone scappa dopo la sparatoria in macchina e la scena in cui Marion esce dall’ascensore dopo aver avuto un rapporto sessuale per ottenere una dose, sono riprese con la tecnica della Steady-cam frontale che ti pone esattamente davanti, quindi allo stesso livello, dei personaggi. Come se il regista volesse dirci che i personaggi, come tutti gli uomini, hanno fatto la loro scelta che può essere sia sbagliata che  giusta.

Sara, la madre di Harry, aspetta con insistenza la lettera in cui le verrà comunicata la data della sua apparizione televisiva, ma sta abbastanza bene malgrado gli effetti collaterali delle pasticche che il medico le ha consigliato per la dieta. Queste pasticche infatti le fanno vedere la realtà in modo distorto causandole allucinazioni. Infatti Sara non mangia più, la sua dieta è fatta di pasticche. Simboliche sono le visoni che il personaggio ha del cibo e del frigorifero, che mostrano la vera disperazione, fanno vedere come il personaggio rifiuti se stesso e il suo essere vecchio. Ma mostrano soprattutto come questa sua ossessione per il sembrare giovane sia causata dal fatto di voler cancellare le sofferenze della vecchiaia in memoria dell’affetto che il figlio manifestava per lei da giovane e soprattutto per riavere indietro il suo amato marito. Ed è per questo che Sara continua a prendere le pastiglie, fino ad assuefarsi, per cancellare la realtà e rivivere quei momenti.

Il fulcro di questo secondo nucleo narrativo è la speranza: il freddo letale sta per arrivare, ma in lontananza si intravedono ancora degli spiragli di luce estiva. La speranza è l’ultima a morire, giusto?

3-WINTER

Quest’ultima parte, la più corta (occupa gli ultimi venti minuti) e la più agghiacciante è la morte di ogni speranza per i nostri protagonisti. Ogni scena è una mazzata allo stomaco dietro l’altra.

In questi ultimi minuti viene mostrato come le debolezze e i traumi dei personaggi, che solo noi spettatori abbiamo avuto il privilegio di seguire, vengano visti dal mondo esterno (la madre di Harry ad esempio non era mai uscita di casa durante l’assuefazione). Aronofski qui vittimizza i personaggi, riprendendoli quasi totalmente con inquadrature dall’alto come se fossero degli oppressi, mentre le “autorità” come i medici e i carcerieri vengono ripresi con inquadrature dal basso venendoli dato il ruolo di oppressori. I medici e i carcerieri vengono raffigurati in modo decisamente negativo, come persone piene di pregiudizi e non in grado di capire, così come il resto del “mondo esterno”.

Harry è in ospedale a causa dell’infezione al suo braccio, Tyrone è finito in carcere e Marion è costretta a prostituirsi per ottenere l’eroina. Riguardo Marion è molto interessante vedere come le scene di sesso che la vedono protagonista, a parte quella con Harry nella prima parte, vengano riprese in modo freddo e distaccato, rendendo palese il disgusto del personaggio.

Da notare è come nel finale tutti i personaggi siano ripresi in posizione fetale: Marion con la sua dose in mano dopo essersi prostituita, come se la droga le desse una sensazione di sicurezza, Tyrone sul letto del carcere come se stesse cercando di sentirsi al sicuro, così come Sara.

Eh Harry? Harry non ce la fa, fisicamente, a stare in quella posizione. Harry, che nei suoi sogni vedeva Marion al termine di una passerella sull’oceano come Gatsby nel romanzo di Fitzgerlad (non nell’adattamento scabroso con DiCaprio) vedeva, in lontananza, sulla passerella sul mare una luce. Marion per Harry, così come la luce per Gatsby, rappresenta la speranza, lo scopo di Harry, quello per cui vive. Ora al termine di quella passerella Marion non c’è più.

 

In conclusione si può dire che il rapporto che c’è tra i personaggi e la droga sia il vero centro del film. Il regista mostra come tutto possa trasformarsi in droga e, di conseguenza, in dipendenza che qui ha un significato decisamente negativo, di debolezza e immaturità. L’inverno rappresenta la morte spirituale dei personaggi, la perdità di dignità e della libertà.

Luca Delpiano

Cineforum: quando gli studenti diventano critici

Presso il liceo scientifico Leonardo Cocito di Alba è stata presentata l’iniziativa di un laboratorio di cineforum, il cui primo incontro avrà luogo venerdì 25 novembre e che si prolungherà fino alla fine di marzo.

Gli incontri avverranno settimanalmente, con la visione di un film alternata a una discussione al riguardo. I film seguiranno due filoni principali, quali la violenza e l’immigrazione, lasciando spazio a tre incontri a tema. Vi sarà inoltre l’occasione, durante i momenti dedicati in riferimento alle tematiche trattate, di ascoltare degli esperti, tra i quali il regista Remo Schellino. Continua a leggere …

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