Olimpiadi delle Neuroscienze, Fase Regionale 2018

Sabato 17 marzo a Torino, presso il Dipartimento di Anatomia Patologica, si è svolta la Fase Regionale delle Olimpiadi delle Neuroscienze.

Il Liceo Cocito è stato rappresentato dagli alunni: Actis-Giorgetto Giovanni (V B), Dogaru Rebecca (V B), Manera Anna (V B), Eirale Raffaele (IV D); Olmo Alice (III F). La competizione ha coinvolto quasi 200 ragazzi di vari Istituti Superiori del Piemonte. A termine della compilazione di un cruciverba, gioco di squadra, e di quesiti individuali vengono selezionati 10 studenti per ulteriori prove di spareggio per l’acceso alla fase Nazionale. Raffaele Eirale, Dogaru Rebecca e Actis-Giorgetto Giovanni si sono qualificati molto bene ………a un passo dalla fase Nazionale.

Tutto il Dipartimento di Scienze si complimenta con la squadra del Liceo per gli ottimi risultati conseguiti e dà appuntamento alla edizione 2019 delle Olimpiadi.

prof.ssa C. Abrigo

In occasione della XXIII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, 150 ragazzi si sono recati a Saluzzo per la manifestazione organizzata dall’Associazione Libera Piemonte. In piazza Garibaldi sono stati letti i nomi di tutte le vittime innocenti: 950 sono i nomi dei morti per mano delle mafie.

Olimpiadi di Scienze

CLASSIFICA DI ISTITUTO

1° – Vico Gianluca – classe VF – 95/150

2° – Zinola Alma – classe V D – 78/150

3° – Berardelli Emilia – classe V B – 69/150

4° – Demarie Giovanni – classe V F – 66/150

5° – Petullà Matilda – classe V B – 61/150

 

6° – Baralis Riccardo – classe V F – 58/150

7° – Actis-Giorgetto Giovanni – classe V B

     – Prunotto Alice  – classe V C – 57/150

8° – Prandi Lucia – classe V A – 55/150

9° – Giacone Rebecca – classe V C – 53/150

10° – Deltetto Lorenzo – classe V E – 51/150.

Accedono alla fase regionale i primi 5 classificati.

Fase regionale: giovedi 22 marzo ore 14.30 presso Istituto Tecnico Industriale Avogadro di Torino, corso S. Maurizio, 8.

Complimenti, ragazzi  e…. in bocca al lupo!

prof.ssa Bolmida  

Il Liceo Scientifico Cocito è stato selezionato con due progetti al Concorso dell’Unione Europea dei giovani scienziati indetto dalla F.A.S.T. ( Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecnologiche) di Milano.
Programmare un ‘ App per smartphone per la gestione del bar interno di qualsiasi istituzione scolastica,con l’obiettivo di ridurre lo spreco alimentare e di rendere l’App fruibile da qualsiasi utente, è il tema del progetto Mordecai.
Angelo Abrigo e Mattia Mascarello della classe 1E ( saranno i più giovani partecipanti al concorso) saranno a Milano dal 24 al 26 marzo con uno stand allestito da loro stessi, per convincere una giuria internazionale che il loro progetto merita di vincere.
La stessa cosa succederà a Gianluca Vico della classe 5F con il secondo progetto selezionato intitolato Nody, che ha come tema quello di essere un nuovo linguaggio di programmazione adatto a chiunque voglia cimentarvisi  .
Per ulteriori informazioni, visitare il  sito www.fast.mi.it,  concorso ” I giovani e le Scienze”.
Da parte di tutta la comunità del Liceo Cocito , buona fortuna ragazzi!

prof.ssa M. Orazietti

Nel mezzo del cammino di nostro ritorno all’hotel, mi ritrovai in un supermercato oscuro, che la retta via… no, non era smarrita perché non esisteva proprio, siamo precisi. E dunque benvenuti, futuri lettori e lettrici, in un viaggio dalle note oniriche in cui pura bellezza e fascino condividono la scena con l’inferno sceso in terra. Se voi siete pronti, io direi di cominciare con il racconto del nostro secondo giorno di conquista di queste terre. Pardon, volevo dire acque.

Sveglia alle sette e un quarto per colazione. Siate puntuali, soldati, e non dimenticate l’uniforme. Cosa che ovviamente ha fatto metà di noi. Rischiano di essere degradati, ma per questa volta chiuderemo un occhio. Ma la mattina iniziata dalla parte sbagliata del letto subisce una metamorfosi a dir poco sorprendente diventando una meravigliosa farfalla dalle ali azzurre, rosse e dorate e… piumate, a quanto pare. Sto parlando del teatro La Fenice, uno dei più bei teatri che abbia mai visitato. La guida ci illumina sul passato di questo edificio sontuoso e dall’aria regale, scoprendo che gli antichi veneziani furono i precursori del metodo “Karate Kid”, peccato che al posto della cera ci fosse il palchetto reale. Un minuto di silenzio per tutti i palchetti privati del loro posto. E dopo un incendio, e dopo un altro, e dopo un altro ancora – ah, no, la regia suggerisce che sono solo due. Dicevamo: dopo un incendio e dopo un altro, finalmente questo povero teatro può riposare non in pace insieme alle migliaia di turisti che lo ammirano. Amen.

Dopo questa visita è ora di sfoderare le proprie capacità organizzative con panini tattici e assalti alle pizzerie. Ma eccolo… il piccolo labirinto. Grande non sarebbe un termine consono, visto che Venezia stessa è  IL  Labirinto. Una descrizione accurata sarebbe troppo prolissa, perciò vedrò di fare un breve riassunto ma molto esplicativo: vai a destra, ora a sinistra, ora sali sul ponte, no, non quello, quello piccolo e traballante alla tua destra, sì quello, ora vai sempre dritto fino al prossimo incrocio, ovvero a due metri di distanza, ecco, sì, ora a sinistra, ma ora torna indietro che ho sbagliato ed era a destra… o era a sinistra? Insomma, tra vie strette e anguste, ponti poco rassicuranti, vicoli ciechi, canali e indicazioni stradali per niente raccomandabili è facile perdersi. Ma trovo che sia una bellissima scelta stilistica riprodurre la stessa complicata intricazione delle vie veneziane anche in un modesto supermercato. Il problema ora è: come si esce? Dopo venti minuti passati a girarsi intorno disperatamente in cerca di una via di fuga, vediamo una luce. Sì, quella dell’entrata. Dannazione, sbagliato di nuovo. Io e la mia balda compagna d’avventura veniamo gentilmente salvate da una lunga fila di persone in attesa alla cassa. Abbiamo trovato il filo rosso di Arianna ed usciamo dal piccolo labirinto con il bottino: una gran disorientazione.

Bando alle ciance e ciancio alle bande, è ora di fare felici tutti i nostri carissimi professori di storia dell’arte visitando la splendida chiesa di San Marco che, tanto per cambiare, si trova precisamente… sul porto principale. Bello, no? No. Si avverte la gentile clientela che la scrittrice in questione è idrofobica e soffre non poco di vertigini. Vi pare ancora bello? Beh, sinceramente, è meraviglioso, acqua a parte. Camminare per la piazza San Marco ti dà una strana sensazione di piccolezza alla vista degli alti palazzi che ti circondano. La presenza di un esemplare di Cicolin vicino, poi, di certo  aiuta ad enfatizzare tale atmosfera. Girovaghiamo dunque per Venezia, questa volta però guidati da una valida guida che ci offre una varia gamma di informazioni quali –

ERRORE. Sovraccarico di dati. Non spegnere il computer. In attesa di istruzioni.

Spiacenti, ma una tale conoscenza non è supportata dai nostri mezzi di comunicazione elettronici mediocri. L’unico vero modo per apprezzare pienamente quello che ora sappiamo è l’arte dell’ascolto. Invito calorosamente tutti voi a interpellare conoscenti tra i membri del gruppo teatrale per maggiori informazioni. Ci troviamo quindi costretti a un salto temporale di qualche oretta.

Obiettivo: raggiungere il teatro Goldoni.

Tempo massimo: trenta minuti scarsi.

Equipaggiamento: buona volontà, forza d’animo e gelato al caffè.

Ai posti di partenza.

Pronti

E…

No, voltatevi, siete dalla parte sbagliata.

Ecco, meglio.

E…

VIA!

A questo punto ci terrei a invitare gli audaci lettori e lettrici arrivati fino a qui a spendere qualche minuto di tempo a immaginare un gruppetto di ragazzi con un’espressione decisa e risoluta in volto, più comunemente definibile “cazzuta”. Ci siete? Bene. Ora fateli sgambettare freneticamente per le vie di Venezia a una tale velocità da creare una nuvola di polvere, anche se è meglio dire di vapore, alle loro spalle mentre dall’alto li accompagna “Awolnation – Run” come colonna sonora. Aggiungete un paio di turisti dai lineamenti prettamente asiatici intenti a filmare la scena con interesse ed è pronta. Non male come scenografia epico-comica di una corsa sfrenata, no?

Bene. Cancellate tutto. Poiché la tanto amata espressione cazzuta va sostituita con una faccia stanca e stravolta di un ragazzo sfinito per la corsa, le gambe doloranti, la fobia di perdersi tra la folla e i crampi allo stomaco per il gelato al caffè. Metà di noi non ce l’hanno fatta a mantenere il passo. Un minuto di silenzio, grazie.

Potrei andare avanti a raccontarvi come è stato lo spettacolo teatrale, ma rischierei di farvi imbattere in spoiler assurdamente sconvolgenti, quindi mi limito a dire che secondo il mio modesto parere una simile rappresentazione meritava anche due corse come la precedente.

Perché in fondo, questa è Venezia: la lussuosità dei monumenti antichi e la modesta bellezza di piccoli ponti e canali quasi diroccati, le azzurre acque colpite da un tenero sole mattutino e le bufere di vento serali che tentano di strapparti dal suolo e portarti via, le sontuose maschere di cartapesta dai mille colori e la semplicità di una maschera di cuoio artigianale. Questa città è arte. Arte nascosta in ogni angolo e in ogni via, nelle sue forme più diverse e uniche. Nonostante l’acqua.

Signore e signori, benvenuti a Venezia. Ora, con permesso, collasso.

Lucrezia Bonardo 

       

Si capisce quanto sarà elevata la giovialità del gruppo quando qualcuno arriva e ti saluta con un gioiosissimo “guai a chi osa parlare” o ancora di più quando a un tuo “ti voglio bene” ricambia con il suo eclatante dito medio.

Sono le 6, ora della partenza, o meglio, presunta partenza (l’attesa in pullman si protrarrà per ragioni imperscrutabili). Prima di salire, però, ci rendiamo tutti conto di essere piuttosto appesantiti, le spalle stanche… Non tardiamo a capire che tutto questo è causato da valigie troppo piene di cose inutili: in primis la ragione, la saccenteria, il ritegno… tutte cose di cui decidiamo di liberarci e proprio per questo la gita inizia con il piede giusto.

Il viaggio di andata procede sulle note canzoni che hanno fatto da colonna sonora alla nostra infanzia: non parlo di Jovanotti, Pezzali o Fiorella Mannoia, ma di Bear nella grande casa blu, Mulan e, come dimenticarle, le Winx. E’ in questi momenti ai limiti della razionalità, però, che si capisce quanti siano gli attimi in cui le persone tirano fuori le parti più imbarazzanti di loro, quelli in cui non saranno mai sole.

Arriva il momento del pranzo; partecipanti: ragazzi del laboratorio, Paolo, prof e un gabbiano particolarmente affamato. La “spannung” è raggiunta dopo i primi due morsi di un panino, poi tutto si fa offuscato, è difficile capire cosa stia succedendo, ma appena la vista si fa più chiara la scena diventa sconcertante: resti di pane a terra, schizzi di maionese abbandonati alla morte e una cotoletta rimasta sola; il bagliore del Sole si rabbuia, l’asse terrestre si sposta e Gesù stesso bestemmia.

Sulla tabella di marcia prossima tappa segnata è la Pietra Filosofale, dove i protagonisti di questa esperienza che, vista l’età, sono spaventati dall’ignoto del loro futuro ma ancor più terrorizzati dalla sua inevitabilità, hanno modo di conoscere un uomo che mi ha fatto capire quanto sia arrogante la mia paura del tempo, perché non è altro che un pregio invecchiare inseguendo le proprie passioni, che in certi casi rilasciano vittorie schiaccianti contro lo scorrere degli anni.

Ultimo ad arrivare è il momento di questa scrittura e in concomitanza della fine della giornata si realizza quanto questi tre giorni siano una vera e propria occasione di fuga dall’oppressione dell’aspettativa dei grandi, ai quali pongo una richiesta: per questi tre giorni, lasciateci sognare.

Filippo Marolo   

ECDL
Anche quest’anno il Cocito organizza corsi di preparazione per gli Esami ECDL.
Il corso per il  primo modulo previsto dal corso ECDL BASE (Computer Essentials) è previsto per i giorni 23 febbraio e 2 marzo.
Il corso per il primo modulo di integrazione per ottenere la certificazione ECDL FULL STANDARD (Online collaboration) è previsto per i giorni 9 marzo e 6 aprile.
Le date degli esami verranno comunicate direttamente dal docente durante il corso, insieme alle date previste per i corsi successivi. 


Aggiornamento

Il corso ECDL “Online collaboration” si terrà nelle date previste dal precedente avviso (9 marzo e 6 aprile) a cura del prof. Saturnino.
Il costo dei corsi “Online collaboration” e “Presentation” é di 18 euro. Il pagamento puó essere effettuato con bollettino da ritirarsi in Segreteria, premurandosi di effettuare un pagamento unico per ogni classe raccogliendo in precedenza le quote. Il pagamento va effettuato entro e non oltre il 9 marzo.
L’acquisto della Skill Card per i due esami ha un costo di 35 euro, da pagare direttamente all’Apro prima di sostenere il primo esame. Il costo di ogni esame, da saldarsi nella medesima modalitá, é di 20 euro.
 
Per ulteriori informazioni rivolgersi al prof. Martini a.martini@liceococito.it
 
 
 
 
Consulta di Bioetica

Nel corso della mattina di venerdì 2 marzo 2018 le classi 5E, 5F, 5B E 5D dell’istituto si confronteranno con i dilemmi etici sollevati dalle innovazioni biotecnologiche nell’ambito del progetto “La Bioetica in classe”, in collaborazione con l’associazione “Consulta di Bioetica ONLUS”.

Gli incontri saranno condotti dal dott. Matteo Cresti, del gruppo di ricerca di Bioetica dell’Università di Torino.

gli studenti delle classi quinte all Opificio Golinelli di Bologna

“Scienze in pratica”: è questa la frase che accoglie gli studenti all’ingresso dell’Opificio Golinelli di Bologna e che li introduce allo spirito di partecipazione che caratterizzerà la loro esperienza nel campo delle biotecnologie.
Continua a leggere