Il progetto di alternanza scuola lavoro “Viaggio nel barocco albese” si è classificato secondo nella fase locale del concorso “Storie di alternanza”, venendo ammesso di diritto alle fasi successive.

Gruppo di “Viaggio nel barocco albese” con il Vicesindaco E. Di Liddo, la Direttrice del MUDI Dott.ssa S. Gallarato e la Prof. Ida Conforto

La premiazione è avvenuta il 17 dicembre u.s. alla presenza della Direttrice del Museo Diocesano di Alba Dott.ssa Silvia Gallarato e del Vicesindaco Elena Di Liddo, presso la Sala d’onore della Camera di Commercio di Cuneo.

La cerimonia dopo una breve introduzione della Dott.ssa Manfredi e la presentazione dei progetti premiati da parte del Dott. Annibale e del Dott. Paschetta, si è svolta in un clima gioioso. Sono stati proiettati (oltre ad altri progetti premiati) i tre video primi classificati, uno per gli istituti tecnici (categoria separata) e due per i Licei.

I nostri studenti hanno vinto € 500,00, a ricordo dell’ottimo piazzamento hanno ricevuto un attestato. La cerimonia è stata ripresa e pubblicata sulla pagina facebook della Camera di Commercio, che vi invitiamo a visitare.

Di seguito alleghiamo  la tesina ed  il power point del progetto in modo da condividerli con tutto il Liceo. 

Diario di viaggio nel barocco albese 2

Viaggio nel barocco albese

 

Facciamo le congratulazioni a questi ragazzi/e che si sono molto impegnati realizzando un bellissimo progetto. 

OLIMPIADI NEUROSCIENZE 2019

Al seguente link la cartella contenente i materiali per l’esercitazione sulle prove degli anni precedenti

https://drive.google.com/drive/folders/0B-RymIc2dG3WTUJhQWg5QXlmMUU?usp=sharing

Referente :   prof.ssa  Abrigo

4 C. Vetri, parola padre, foto personale

Il 6 dicembre u.s. si è svolto l’ultimo corso/laboratorio di formazione del Concorso “Educare alla bellezza” di Fondazione CRC, presso  la sua sede di Cuneo.

Il percorso sviluppato in tre incontri (degli altri due vi abbiamo parlato nei precedenti articoli) ci ha insegnato a trovare la bellezza nell’intercultura, nella parole e nella poesia, e con questa tappa finale nello sguardo, nell’attimo colto dalla fotografia. 

In modo coinvolgente ed istruttivo ci sono stati forniti spunti ed indicazioni indispensabili per sviluppare i percorsi collegati al nostro progetto “La bellezza interiore” ( che si elencano approssimativamente, oltre alla ristrutturazione del corridoio “bar” infatti prevede: 1) Annullo filatelico, 2) Capsula del tempo, 3) La bellezza del DNA, 4) Mostra sulla Porta, 5) Mostra su Pinot Gallizio, 6) Mostra “Uno sguardo sul teatro”, 7) Corso di Poesia creativa con mostra/performance, 8) Parole di libertà – origami-, 9) Mostra LAB Dalì e Magritte, 10) Mostra  e conferenze sulla libertà di espressione).

Il laboratorio è stato introdotto dalla Prof. M. Musaio, con interessanti slide. Ve ne riportiamo alcune a titolo esemplificativo:

Meravigliarsi di T. Terzani

Slide Prof. M. Musaio 

L’incontro con Elena Galimberti fotografa ed  architetto è iniziato con una presentazione del suo lavoro, mediante brani tratti dal suo sito, di cui ne riportiamo uno stralcio significativo, invitandovi a visitarlo:

Mi chiamo Elena Galimberti. Sono architetto paesaggista e la mia passione è la fotografia.  Ho vissuto tra Lisbona e Milano “mappando” le città con il mio sguardo. Una visione d’impronta architettonica, ma attenta all’evoluzione sociale e alla vitalità degli spazi urbani. Alle luci e alle ombre che rendono concreta la materia, allo stesso tempo aprendo la porta della dimensione “interiore”. Fatta di particolari, di attenzione, di pazienza e di curiosità.

Questa passione si è tradotta in una pagina Facebook dedicata alla bellezza di Milano: “Il Milanese abbellito”.  E alla condivisione di questi luoghi tramite tour esperienziali.

L’Arch. Galimberti ha evidenziato l’importanza dello sguardo che coglie la bellezza, offrendoci numerosi esempi. Tra riflessi inaspettati, prospettive insolite, momenti intimi ci ha voluto trasmettere una sorta di incoraggiamento. La tecnica è importante, ma più importante è lo sguardo. Siamo così passati alla fase laboratoriale, in un primo momento sono state analizzate le foto già fatte, poi siamo stati invitati a realizzare scatti in sala con nuovi criteri e canoni.

Pubblichiamo la rassegna di foto che il nostro gruppo ha realizzato alcuni giorni prima e che sono state commentate durante il laboratorio. La consegna era: collegare alla parola salvata nel precedente incontro una immagine.

4 C. Vetri, parola padre, foto personale

1 M. Pepino - Dolore - Opera di Giancarlo Giordano

6 Olmo alice Maria, parola di vita, foto personale

4 C. Vetri, parola padre, foto personale

6 Olmo alice Maria, parola di vita, foto personale

7 Pricina Giulia, parola sogna, foto-disegno personale

8 Nappo Simona - desiderio - foto personale

11 Gomba Pietro - inaspettato - foto personale

9 Anna Bianco - parola bianco - foto personale

2 M. Orazietti - Cammino - Foto personale

L’8 ottobre scorso noi, alunni della II C, abbiamo preso parte alla passeggiata fenogliana a San Benedetto Belbo, da anni una felice  tradizione del nostro Liceo.

Per prepararci a questa uscita didattica, abbiamo letto in classe alcuni racconti di Fenoglio.

Durante la passeggiata, tuttavia, trovarci nei  luoghi fino a quel momento esplorati solo tramite la lettura, guidati dalla suadente voce di Paolo Tibaldi, ci ha permesso di immaginare le scene dei racconti come se si svolgessero in quel momento davanti ai nostri occhi: abbiamo provato l’angoscia del bambino che segue il padre al gorgo, alla cui maligna tentazione allude l’acqua simile alla pelle di un serpente; nonostante la giornata di sole, abbiamo tremato di freddo e di paura con il ragazzino trascinato, sotto pioggia e fulmini, ad un pranzo di nozze nella barbara Cadilù; infine abbiamo potuto sbirciare nella “censa” di Placido, eccezionalmente aperta.

Quando, nei giorni successivi, ci è stato proposto un lavoro a gruppi, con la richiesta di rielaborare anche in modo creativo i racconti Un giorno di fuoco, Vecchio Blister e Ma il mio amore è Paco, l’immedesimazione sperimentata a San Benedetto ci ha suggerito i lavori che qui vi presentiamo.

UN GIORNO DI FUOCOvideo

 

 

 

VECCHIO BLISTERvideo

 

 

 

MA IL MIO AMORE È PACOppsx

 

Il 3 dicembre u.s., presso il Palazzo Mostre e Congressi in Alba, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, si è svolta la conferenza: “ A.I.” Evoluzione in corso. L’impatto dell’intelligenza artificiale sul futuro del lavoro.

L’iniziativa fa parte del progetto #giovaniinparità, ideato dalla Consulta per le pari opportunità e sostenuto dal Comune di Alba.

Consulta Pari Opportunità

Consulta Pari Opportunità

Il concetto di intelligenza artificiale è, nell’immaginario di molti, associato alla fantascienza, alla letteratura e alla cinematografia che hanno prospettato mondi alternativi dove tecnologia e uomo s’influenzano reciprocamente, non senza dei risvolti etici meritevoli di approfondimento.

La conferenza è stata moderata dal giornalista Filippo Larganà. 

Giornalista F. Larganà

Giornalista F. Larganà

I relatori il Prof. Massimo Violante e l’Ing. Stefano Primatesta del Politecnico di Torino, il Dott. Marco Calgaro ASL CN2 Cuneo ed il Prof. Renato Grimaldi dell’Università di Torino che si sono susseguiti  hanno illustrato l’argomento sotto vari profili.

Alla conferenza sono intervenute rappresentanze di tutte le scuole di Alba.

Il nostro Liceo (Docenti e studenti/esse) è stato invitato a partecipare, anche perché in questo contesto sono stati premiati i nostri studenti Davide Bertolusso, Stefano Krstov  e Francesco Roncarati  di V G, che l’anno scorso hanno presentato un loro elaborato al concorso dallo stesso titolo della conferenza, in seno ad un progetto di Alternanza s.l. svolto con la supervisione delle Prof.sse C. Abrigo ed I. Conforto.

Facciamo i complimenti ai nostri tre studenti, che hanno saputo anche animare la tavola rotonda conclusiva ponendo alcune interessanti domande.

Il 29 novembre u.s. abbiamo partecipato al laboratorio “la bellezza delle parole salvate: la poesia come conoscenza di sè”, presso lo Spazio Incontri Fondazione CRC a Cuneo. Sia studenti che docenti, in separate sessioni, siamo stati coinvolti in un viaggio attraverso la bellezza della parola.
Il laboratorio è stato introdotto e concluso dalla Prof.ssa Marisa Musaio Docente di Pedagogia dell’età evolutiva e Pedagogia interculturale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Prof.ssa Marisa Musaio

Il suo intervento, come le finalità ed i contenuti del laboratorio con Stefano Raimondi, sono ben sintetizzati nel breve testo dal titolo La bellezza della parola , che condividiamo volentieri con chi vorrà leggerlo.

Stefano Raimondi, poeta e critico letterario, laureato in Filosofia (Università degli Studi di Milano), che vanta numerose pubblicazioni, ci ha coinvolti in un percorso che è iniziato con la lettura di alcuni testi.

Stefano Raimondi

Stefano Raimondi

Ne citiamo alcuni, non essendo possibile riportare la sequenza intera di versi e citazioni, che avevano lo scopo (raggiunto) di portare a galla emozioni:

IL PORTO SEPOLTO.
Mariano il 29 giugno 1916.

Vi arriva il poeta

E poi torna alla luce con i suoi canti
E li disperde

Di questa poesia
Mi resta
Quel nulla
Di inesauribile segreto
.

Giuseppe Ungaretti

Si tratta di un verso di Andrea Zanzotto, un distico (“o falso haiku”) tratto dalla raccolta Meteo che suona: “Mai mancante neve di metà maggio/chi vuoi salvare?/Chi ti ostini a salvare?”. Come spiegato dallo stesso autore,  rappresenta la semplice lettura del profilo delle Prealpi per come lui le vedeva dalla cucina di casa (evidenziato dal tratto rosso, non presente nella composizione originale). E in effetti la visione delle montagne, associata alla lettura delle parole poetiche, restituisce l’idea di un matrimonio indissolubile tra parola e sguardo (il tema del prossimo laboratorio).

Il passo successivo è stato quello di “salvare” una parola. Pertanto siamo stati catapultati in un mondo immaginario, dove un fantomatico dittatore vuole distruggere le parole e la bellezza ad esse connessa, a noi il compito di salvarne una, quella che ci rappresenta o rappresenta un nostro ricordo, una parte della nostra storia personale.

Infine sia i docenti che gli studenti abbiamo avuto una consegna per il prossimo laboratorio, che ha come titolo “Il tuo sguardo sul tuo mondo: la bellezza attraverso la fotografia”. Dovremo collegare la “nostra” parola ad una fotografia…

Grazie a questa esperienza, docenti e studenti abbiamo compreso come sia “facile” esprimere una emozione e rappresentarla se a guidarci è la bellezza, ci vuole solo un po’ di coraggio.

Concluderò con una citazione: “Un codardo non è capace di dichiarare il proprio amore. Questa è una prerogativa del coraggioso.” Mahatma Gandhi.

 

 

 

Quest’anno sono io ad inaugurare il diario.
Vorrei iniziare ricordando l’arrivo e la presentazione di due ragazze che si sono unite a noi: Arianna e Clara. Direi che per ora le abbiamo già spaventate adeguatamente e sono certa che riusciranno ad integrarsi tra noi matti così come mi sono integrata io l’anno scorso.
Tanto per rimanere sulla stessa lunghezza d’onda della follia, abbiamo iniziato con una improvvisazione di una storia di cani, numeri, matematica e nuovi metodi di contare scovati su Marte.
Poi, tornando ad essere un po’ meno fuori di testa (sempre e comunque nei limiti del possibile), abbiamo interpretato alcuni frammenti di film o libri, tentando di farlo con una dizione pressoché accettabile; bisogna ammettere che il leggio ci calzava a pennello e che alcune delle favole raccontate alla fine dei monologhi sono state molto suggestive, soprattutto sentir parlare di birra calda non ha potuto che destabilizzarmi!
Ho apprezzato molto i monologhi, in primo luogo perché tutti siamo riusciti a mettere il nostro essere e la nostra anima nell’interpretazione e in secondo luogo perché le opere da cui i brani erano tratti non sono assolutamente superficiali. Ho notato che la maggior parte di noi è riuscita a fare sua ogni parola.
Il mio brano, ad esempio, era un monologo dalla scena finale di un film dal titolo “The big Kauna” e devo dire che solo leggendo l’inizio “Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare” mi sono venuti i brividi.
Altri brani sono tratti dal film “La leggenda del pianista sull’oceano”, oppure da testi di Goldoni e Jack London.
Insomma, devo ammettere che ho apprezzato molto l’entusiasmo e la serietà che ci abbiamo messo e spero che tutta questa energia riusciremo a sfruttarla nel migliore dei modi per riuscire a raccontare quella che sarà la nostra favola.
Elisa Morone